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Do-In e Shiatsu

L'uomo, così come qualsiasi altro fenomeno materiale o immateriale, è una manifestazione dell'Energia Universale che ha come espressione il risultato della costante trasformazione della Energia Yang (Energia condensata) e di quella Yin (espansa).

Questa Energia si ramifica all'interno del nostro corpo attraverso una vasta rete di canali chiamati Meridiani che attraversa non solo gli organi ed i visceri, ma nutre ogni parte del corpo fisico creando un vero e proprio reticolo energetico che affiora in superficie in corrispondenza di punti somatici ben riconoscibili chiamati Tsubo.

Quando i nostri organi sono ammalati o funzionano in maniera disarmonica, questa struttura energetica si deforma e crea scompensi che sono all'origine delle malattie.

In questa ottica l'Arte del Do-In tende a rendere armonica la circolazione energetica nel corpo attraverso palpazioni, massaggi, martellamenti e stiramenti che vengono effettuati in maniera individuale, senza necessità di sottoporsi ad alcun trattamento esterno.

Alle sue origini, collocabili intorno al VI sec. a.C., il Do-In era una fusione tra aspetto religioso e terapeutico, nel senso che la diagnosi, la prevenzione e la cura si fondevano al concetto di purificazione corporale mediante l'elevazione dello Spirito.

Quando, nel I secolo d.C., in Cina si diffusero i principi dello yoga e del buddhismo, il Do-in perse l'aspetto terapeutico per conservare solo quello religioso, accentuato da una combinazione tra digiuno e meditazione purificante.

Il Do-in è stato introdotto in occidente intorno al XVIII secolo, ma in Italia è arrivato solo alla fine degli anni '70.

Il lavoro è piuttosto semplice e consiste nell'effettuare pressioni sui vari punti del corpo con i polpastrelli delle dita, soprattutto il pollice, per un tempo di circa 5 secondi. La pressione è finalizzata a percepire il punto dolorante senza insistervi, solo individuandolo attraverso la sensazione di fastidio. La pressione coincide con l'espirazione e l'allentamento della pressione con l'inspirazione. 

La pratica del Do-In consiste quindi in tre elementi fondamentali:

  • manipolazioni, che hanno lo scopo di distribuire equamente la circolazione energetica riattivando il Ki stagnante o disperdendo quello in eccesso in tutto il corpo;
  • assunzione di Ki dell'Universo, che ha lo scopo di ricaricare l'organismo immettendo in maniera consapevole l'ossigeno attraverso la respirazione;
  • ricanalizzazione dell'Energia nell'Hara che, attraverso lavori di rafforzamento addominale, ha lo scopo di rivitalizzare in nostro cento vitale favorendo l'equilibrio meccanico, visivo psichico e mentale, favorendo la memoria e aumentando l'assimilazione generale, strettamente connessi proprio con l'Hara.

In generale una buona pratica del Do-In ha enormi benefici in chi lo pratica in quanto:

  • ​rivitalizza gli organi, rafforza tutte le funzioni vitali e le armonizza;
  • previene le malattie normalizzando la vita degli organi in procinto di indebolirsi o di funzionare in disaccordo con l'equilibrio naturale;
  • diventa auto diagnosi e quindi agisce da medicina preventiva, perché, quando un organo funziona male, le zone, i meridiani e i punti dei meridiani corrispondenti diventano dolenti, informandoci di quanto avviene molto prima che diventi dolente l'organo stesso;
  • consente di mangiare meno perché migliora l'assimilazione;
  • favorisce il raggiungimento di un maggior equilibrio del corpo in generale;
  • contribuisce a normalizzare tutte le funzioni psichiche e spirituali sviluppando la sensibilità, l'intelligenza istintuale, l'empatia, la capacità di dare, di sentire e di comprendere se stessi.

Il Do-In è una disciplina orientale di esercizi e massaggi naturali fondate sui principi tradizionali dell'agopuntura e sulla visione taoista dell'uomo e del cosmo.
Tale disciplina permette di eliminare numerosi disturbi fisici e psichici e di progredire, contemporaneamente, nella dimensione spirituale.

Jean Rofidal

​Va da sé che una buona pratica individuale di Do-In possa essere davvero importante per un Operatore Shiatsu professionale che vuole prima di tutto lavorare sui propri blocchi per essere sempre più efficace nel proprio lavoro di co-relazione con il mondo che lo circonda.

il Do-In non ha controindicazioni a patto che venga studiato e praticato seguendo un insegnante esperto.

Per quanto mi riguarda, tutte le mattine, a digiuno, appena alzato, sono solito praticare una sequenza completa di Do-In di circa un'ora che rende il mio corpo attivo, ricettivo e pronto ad affrontare la giornata con il massimo delle forze.

Ricavo il mio spazio, dove contattare l'Universo e l'Universo mi ripaga donandomi vitalità ed energia.

Consiglio vivamente la pratica del Do-In, perché, cosi facendo, l'operatore Shiatsu verrà gradualmente condotto a regole di vita sane, purificando il corpo ed aumentando in maniera importante la sensibilità protopatica e la capacità di empatizzare con l'altro.

Conoscere il proprio corpo energetico, le energie sottili che all'interno di noi si muovono, è elemento essenziale per praticare uno Shiatsu professionale.

Questo è il nostro impegno e va perseguito con costanza e determinazione: se il nostro strumento non è adeguatamente accordato, non potremo far suonare l'altro.

Lo Shiatsu è anche questo. Lo Shiastu è vita anche per Tori. Lo Shiatsu è anche Do-In.

Buona pratica a tutti. 


[RIPRODUZIONE VIETATA]

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