​I movimenti dell'anca si svolgono grazie ad una sola articolazione chiamata coxo-femorale, che è costituita dalla testa del femore e dalla cavità cotiloidea, una cavità a forma emisferica composta da tre ossa: ileo, ischio e pube.

L'articolazione coxo-femorale oltre ad essere rinforzata dal cercine (una piccola guarnizione di tessuto molle che fa da cuscinetto tra cavità cotiloidea a testa del femore) viene stabilizzata dal legamento rotondo che è posto sulla testa del femore, dai legamenti ileofemorale e pubofemorale, posti sulla superfice anteriore e dal legamento ischiofemorale posto nella parte posteriore dell'articolazione stessa.

Tutti questi legamenti hanno la funzione di limitare l'estensione e la rotazione esterna dell'anca.

Intorno all'anca è presente anche una fitta serie di muscoli che concorre al movimento ed alla stabilizzazione dell'atricolazione:

Questi muscoli, suddivisi per funzione, sono:

  • I muscoli flessori: psoas, iliaco, sartorio, retto anteriore, tensore della fascia lata, pettineo, medio adduttore e retto interno;
  • I muscoli estensori: grande gluteo, medio guteo, piccolo gluteo relativi alla fascia glutea e bicipite, semimembranoso e semitendinoso relativi alla parte posteriore della coscia;
  • I muscoli abduttori: medio gluteo, piccolo gluteo, tensore della fascia lata e piriforme;
  • I muscoli adduttori: grande adduttore, medio adduttore, piccolo adduttore, retto interno, semimembranoso, semitendinoso, capo lungo del bicipite, grande gluteo, quadrato del femore e pettineo;
  • I muscoli rotatori interni: tensore della fascia lata e piccolo gluteo;
  • I muscoli rotatori esterni: piriforme, otturatore esterno, otturatore interno, grande gluteo, quadrato del femore e pettineo.


Per quanto detto è ovvio che, parlando di un generico "dolore all'anca" si debba necessariamente ipotizzare la compromissione di una di queste strutture, quella ossea, quella tendinea o quella muscolare.

Ovviamente, ognuna di queste eventualità, necessiterà di un diverso trattamento Shiatsu e di un diverso approccio energetico alla problematica.

Resta sempre giusto ricordare che il lavoro dell'Operatore Shiatsu non potrà in alcun modo sostituire l'operato di uno specialista sia in termini di diagnosi della sintomatologia specifica, sia in termini di trattamento della patologia.


Il dolore è il gran maestro degli uomini.
Sotto il suo soffio si sviluppano le anime.

[Marie von Ebner-Eschenbach]

Tornando all'oggetto di questo post, l'artrosi dell'anca o coxartrosi è una malattia degenerativa caratterizzata dall'infiammazione della cartilagine che ricopre l'articolazione dell'anca, dovuta al deterioramento cartilagineo.

Contemporaneamente all'usura si realizzano dei tentativi di riparazione naturale che però accentuano la formazione di ossificazioni periarticolari, i così detti osteofiti, che finiscono per ostacolare meccanicamente il movimento articolare.
L'artrosi all'anca può insorgere su articolazioni sane, essere conseguenza di malformazioni o traumi o essere caratterizzata da alcuni fattori che aggravano il fenomeno dell'artrosi precoce come ad esempio l'attività lavorativa svolta, la perdita di calcio nelle ossa, la conformazione dell'articolazione e l'atteggiamento posturale che l'articolazione assume durante le attività quotidiane.

Questa patologia è più frequente nelle donne e nei pazienti in sovrappeso.

Nel primo stadio della patologia, la cartilagine inizia a perdere di spessore mentre nelle ultime fasi tende a scomparire completamente creando frizione tra le ossa durante i movimenti.

I sintomi dell'artrosi all'anca sono in genere chiari ed inequivocabili: inizialmente si manifesta con dolore all'inguine che spesso si irradia all'area anteriore-interna della coscia fino al ginocchio.
Questo dolore si manifesta solo durante l'applicazione di carico sull'articolazione, mentre negli ultimi stadi il fastidio si avverte anche durante il riposo e in particolare di notte, portando a una riduzione sempre maggiore di mobilità.
Il paziente affetto da artrosi dell'anca sente dolore scendendo le scale, infilando le scarpe, accavallando le gambe o anche semplicemente camminando.

A tutto ciò consegue la zoppia, e la sensazione che la gamba non tenga ed a lungo andare anche i muscoli della gamba via via perdono la loro efficienza.

La diagnosi è clinica e radiografica. Le radiografie evidenziano le alterazioni del profilo scheletrico mentre la TAC e la risonanza magnetica rilevano le irregolarità delle cartilagini.

Nel caso dell'artrosi all'anca, un trattamento riabilitativo ben condotto da una figura sanitaria specialistica mira alla riduzione del dolore, al recupero del movimento articolare, alla ripresa di una vita attiva e al rallentamento dell'evoluzione della malattia. Il percorso riabilitativo deve essere associato a calo ponderale, riduzione di lavori fisici eccessivi e alla scelta di attività fisiche e sportive adatte.

Nei casi molto avanzati di artrosi dell'anca, quando i sintomi diventano invalidanti, si può optare per l'intervento chirurgico di protesi d'anca.


Per quanto riguarda la visione della MTC l'articolazione dell'anca rappresenta la nostra capacità di dare una direzione al movimento, concretizzando quindi, a livello psicologico, la scelta che compiamo rispetto ad un obiettivo al quale intendiamo avvicinarci.

A livello energetico, quindi, l'articolazione coxo-femorale è strettamente legata all'Energia di Rene (R) e Vescica Urinaria (VU), che sorreggono la struttura ossea, ma soprattutto all'Energia di Vescicola Biliare (VB) ​che controlla le scelte che noi facciamo (Zu Shao Yang).

Non a caso molti punti dei meridiani di (VU), (R) e soprattutto (VB) si trovano in prossimità dell'articolazione in esame e sono ovviamente molto utili da trattare.

Generalmente nel lavoro su questa articolazione e con questa patologia riferita, prediligo il trattamento in posizione laterale che garantisce una maggiore stabilizzazione dell'anca ed un sostegno maggiore alla postura di Uke che ovviamente, sentendo meno dolore, riesce a rilassarsi maggiormente.

Posso lavorare in posizione dell'arciere, se voglio utilizzare i pollici, o in carponamento se sento necessario usare i gomiti.

Il lavoro in laterale, spesso, viene preceduto da un lavoro di sblocco dell'articolazione dell'anca mediante rotazione e smobilizzazione in posizione supina, afferrando la caviglia di Uke e facendo delle gentili rotazioni di tutta la gamba.

Una volta posizionato Uke in laterale, inizio sempre il lavoro contattando profondamente tutte le due linee di (VU) sulla schiena e le linee di (VU) sulle gambe portando particolare attenzione al punto VU11 (posto sotto il processo spinoso della seconda vertebra dorsale, in una depressione 1,5 cun lateralmente alla linea mediale) che è particolarmente indicato in presenza di ossa consumate.

A seguire mi concentro sul meridiano di (VB) e particolarmente sui punti:

  • ​VB29 (posto a metà tra la linea che congiunge la spina iliaca antero-superiore e il grande trocantere) - Indicato come ottimo punto per dolori all'anca;
  • VB30 (posto tra il primo ed il secondo terzo della linea che unisce il grande trocantere all'osso sacro) - Indicato per il mal di schiena ma anche utile per i dolori mattutini e per tutti i dolori della parte inferiore del corpo;
  • VB31 (posto sulla fascia laterale della coscia, 7 cun sopra la piega poplitea - in posizione eretta con il palmo della mano contro la coscia, la punta del dito medio, indica il punto) - Utile per alleggerire i dolori nel meridiano di (VB)
  • VB34 (posto nella depressione situata davanti alla testa del femore) - Regola la motricità ed è utile per dolori artrosici legati all'età.
  • VB39 (posto 3 cun sopra l'apice del malleolo esterno - al margine anteriore del perone) - in MTC consolida l'osso e facilità la formazione del callo osseo, utile soprattutto per persone avanti con l'età.

Talvolta, se il dolore si irradia anche sulla zona dell'inguine, sono solito lavorare (MP) MP5 e MP6 o se UKE mi riferisce dolore nella zona frontale/esterna della gamba lavoro anche (ST) ST31, ST32 ed ovviamente ST36.

A seconda dei casi, trovo utile soffermarmi su VU36 (posto al centro della piega glutea) e VU40 (posto nella parte posteriore del ginocchio, sulla piega poplitea) quando sento di dover portare energia verso la parte bassa delle gambe.

In ogni caso concludo sempre il lavoro con dei piccoli stiramenti dell'anca in posizione supina smobilizzando morbidamente l'articolazione con la gamba flessa ed eseguendo delle rotazioni sostenendo con la mia coscia la gamba di Uke.

Il lavoro va ripetuto per diversi trattamenti, ma la mia esperienza ha portato notevoli miglioramenti nella condizione generale di Uke, sia dal punto di vista della motilità dell'arto che nella capacità di sostenere energeticamente il processo di scelta.

Molto spesso chi ha problemi all'anca si sente bloccato, privo di spinta e del necessario sostegno fisico ed emozionale.

Uno Shiatsu professionale, come sempre, può dare enormi benefici nel processo di auto guarigione.

A breve integrerò questo post con delle foto esplicative.

Buona pratica a tutti.



NOTA BENE: I contenuti presenti su questo articolo hanno carattere informativo e non si sostituiscono in nessun modo a valutazioni di medici, dietisti o nutrizionisti specializzati o a terapie in atto. Nel rispetto del Codice di Condotta prescritto dal D.L. 70 del 9/4/2003, le informazioni inserite in questo articolo devono considerarsi quindi di tipo culturale ed informativo.

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